Assassin’s Creed Origins: l’inizio della leggenda

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Quando devi vedere l’immagine nel suo insieme, spesso è meglio fare qualche passo indietro.  Assassin’s Creed Origins assimila questo concetto e si tuffa nel dinamico e immenso mondo dell’Antico Egitto. E anche se questa mossa fa sperare bene per il futuro della serie, è anche chiaro che ormai il gameplay è obsoleto e a fatica stia dietro a quelli che sono gli standard attuali.

Ritorno all’Antico Egitto

Ambientato durante il Regno Tolemaico in Egitto, giochi nelle vesti di Bayek, un ranger Medjay in cerca di vendetta contro un antico ordine che anticipa i Templari.  Incrociando personaggi del calibro di Giulio Cesare e Cleopatra, Bayek viaggerà attraverso gli ampi paesaggi nord africani. Muovendosi furtivamente, saccheggiando ed eliminando elementi chiavi del mondo sociale e politico egiziano darà il via a una serie di eventi che si ripercuoterà fino ai giorni nostri.

Per la prima volta si potranno vedere le origini di ciò che diventerà il Credo. Bayek stesso è una persona influente, molto accorto nei confronti di chi e cosa lo circonda. Nonostante le tragedie passate, non si tira indietro nel fare battute o a condividere momenti personali con i suoi amati. Risoluto nel cercare vendetta ma pronto e disponibile quando si tratta di aiutare gli altri.

La storia principale, che si svolge in circa 30 ore, ci farà attraversare l’Egitto del periodo, tra amici e nemici. Lo scenario è vibrante e lussureggiante, dando una forte idea di vita al suo interno. Dagli stormi di uccelli che si alzano in volo al tuo passaggio ai coccodrilli che galleggiano sui fiumi, tutto sembra essere in armonia. Grazie anche alle intelligenze artificiali che interagiscono tra di loro. Può capitare di saccheggiare un villaggio per poi dover fuggire inseguiti da una mandria di ippopotami usciti da un lago nei dintorni.

Assassin’s Creed Origins tira fuori gli artigli

Il combattimento ha ricevuto un notevole upgrade, portando il sistema di gioco verso qualcosa che ricorda Dark Souls o Arkham. Puoi aggredire il tuo avversario senza dargli tempo di reagire o aspettare il momento perfetto per parare e contrattaccare. L’approccio sta solo al giocatore e le possibilità sono davvero tante.

Elemento chiave anche in Assassin’s Creed Origins è la furtività. Non è stata migliorata come il sistema di combattimento ma è comunque una bella sensazione quella di conquistare un accampamento muovendosi solo nelle ombre.

L’Antico Egitto è un’ambientazione splendida, talmente vasta che alla fine della storia principale intere regioni rimangono inesplorate. Arrampicandosi sulle piramidi e avventurandosi al loro interno si può percepire chiaramente un senso di claustrofobia dato dalle maestose dimensioni delle strutture.

Assassin’s Creed Origins è la boccata di aria fresca che tutti gli appassionati stavano aspettando. È una grande avventura open world che potrebbe portare ad un eccitante futuro per Ubisoft e la sua creatura. Anche se le idee migliori sono state prese un po’ qua e un po’ la dai titoli del momento, nell’insieme il gioco è divertente e in grado di assorbirti per ore. Peccato che la storia non sia esattamente all’altezza di tutto il resto, altrimenti si sarebbe trattato di qualcosa di davvero speciale.

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